mercoledì 4 luglio 2012

(Consigli Per Lei). Vi capita, a volte, di sentirvi un pò cagne?



(Consigli Per Lei). Vi capita, a volte, di sentirvi un pò cagne? Di aver voglia di cazzo, di sentirvi spesso eccitate, di bagnarvi? Se la risposta è sì, non preoccupatevi: è un fatto naturale e fisiologico. Trovatevi un uomo. Se già ce l'avete, cambiatelo. In alternativa, compratevi un buon vibratore ... ;-)

lunedì 2 luglio 2012

(Senza Parole): Chupa Chup






































































































E ora, una domanda scorretta rivolta solo alle donne:

"Preferite fare un bel pompino o ricevere un bel cunningulus?"




Una vacca perfetta

(continua da: "Il collare di Eva")
 
... Eva gemette quando finalmente sentì lo sperma del padrone che la riempiva. In quel momento lui la teneva forte per le spalle. Eva poteva sentire il suo cazzo pulsare dentro. Dentro di lei. Eva si spinse all'indietro, per schiacciarsi contro di lui, per farlo godere meglio. Poi ebbe un orgasmo. Quando il padrone ebbe finito, Eva gli leccò le dita, felice di averlo fatto godere. Lui le offrì il suo cazzo da succhiare. Eva lo prese in bocca, avidamente.




Col passare dei mesi, Eva imparò a soddisfare il suo Padrone in tutti i modi possibili. Il suo corpo morbido, bianco e liscio divenne un perfetto strumento di piacere. Quando desiderava usarla, il Padrone ordinava ad Eva di mettersi a quattro zampe su un tavolino basso, con le ginocchia molto divaricate e le natiche dischiuse. Il Padrone cominciava percorrendo tutto il corpo di Eva con le mani: la bocca carnosa, leggermente socchiusa, i seni morbidi e pesanti, i capezzoli duri. Il Padrone faceva oscillare quei seni con le mani, li torceva, li stringeva, trattava Eva come se fosse una cosa sua: la sua vacca. Ed Eva amava esser chiamata così. Quando il Padrone le accarezzava i capelli e le sussurrava nell'orecchio quella parola, Eva gemeva di orgoglio e di piacere. Dopo aver accarezzato il corpo di Eva, le dita del Padrone si spostavano verso il suo sesso, lo penetravano. Lo trovavano già aperto, caldo, bagnato. Il padrone sgridava Eva: "Vergognati! Sei una vera vacca!". Ma in fondo Eva era proprio come lui la voleva. Del resto, Eva era sempre stata un pò vacca. Il Padrone, dopo averla  addestrata per mesi, era riuscito a trasformarla in un animale perfetto.

Dopo essere penetrate a fondo nel sesso accogliente di Eva, le dita del Padrone entravano nel suo ano, che si apriva per lui, non appena le dita lo sfioravano. Era morbido ed elastico, perfetto per il suo cazzo. All'inizio Eva era troppo stretta lì dietro, e Lui aveva dovuto sfondarla, letteralmente. Era stato faticoso, ma piacevole.

Il Padrone aveva addestrato Eva anche al dolore: le aveva frustato le natiche e le cosce fino a lasciarle i segni, le aveva tormentato i seni con una mungitrice elettrica. I capezzoli di Eva, risucchiati dalla mungitrice, assumevano un colore viola intenso, e diventavano gonfi e doloranti. A volte sanguinavano leggermente. Dopo alcune settimane di trattamento, i capezzoli di Eva erano diventati più grandi, ancora più sensibili, ma si erano assuefatti alla mungitrice. Eva aveva imparato ad amare le sensazioni che quell'apparecchio le dava, fino al punto da desiderarle. Quando il padrone era via, Eva si applicava da sè le coppe della mungitrice sui capezzoli, e poi si toccava da sola, arrivando a godere fino all'orgasmo.

Dopo mesi di addestramento, Eva era arrivata al punto di sentire il bisogno di essere munta tutte le mattine. Come una vera vacca. Il Padrone era orgoglioso di lei. Eva era una vacca perfetta, docile, desiderosa di compiacerlo. Il Padrone lavorò anche sul suo portamento. Per diverse ore al giorno addestrò  Eva portandola al guinzaglio, completamente nuda, con un campanello attaccato al collare. Era importante che Eva tenesse sempre le gambe ben larghe, in modo che il suo sesso e il suo ano fossero ben visibili. Il sedere doveva essere molto in alto, e la schiena doveva essere inarcata il più possibile verso il basso, in modo da esporre meglio il sesso. All'inizio Eva non inarcava abbastanza la schiena, e il padrone dovette correggerla spesso col frustino. Eva odiava il frustino, ed imparò a temerlo.

Quando Eva fu pronta, il Padrone la esibì ad una fiera di vacche da latte. Eva fu portata sulla passerella poco prima di cena. Quando apparve sulla passerella, ci furono diversi secondi di stupore e di silenzio. Poi qualche risata. Ma Eva era perfetta. Le sue mammelle bianche e grandi oscillavano leggermente al suo passo. Il suo sesso morbido, rosato, era simile a quello di una vera vacca. C'era qualcosa di maestoso nel suo modo di camminare. L'esibizione terminò tra gli applausi. Eva, all'inizio intimidita ma poi sempre più orgogliosa, leccò le dita del suo padrone in segno di riconoscenza. Diversi allevatori salirono sulla passerella per toccare i suoi seni grandi e sodi, le sue natiche bianche e perfette. Il suo sesso era gonfio, aperto, come un fiore rosato. Eva era visibilmente eccitata. Alcuni allevatori cercarono di acquistarla, ed offrirono per lei cifre enormi. Ma Eva non era in vendita. Comunque il Padrone concesse a tutti quelli che lo desideravano di scoparla lì, sulla passerella. Se preferivano, potevano sfogarsi nella sua bocca. Ma non c'era prezzo per Eva. Quella sera Eva dormì, come al solito, nella gabbia che il suo Padrone aveva fatto costruire per lei nel suo seminterrato. Era molto stanca. La fica le faceva un pò male. Il culo le bruciava. Un ragazzo ventenne, dal cazzo enorme, l'aveva sfondata dietro. Nella sua bocca aveva accolto decine di cazzi. Tutto sommato, era felice.                  

Eva era un vacca perfetta, ma a volte il Padrone doveva frustarla. In realtà, il suo difetto era  quello di essere un pò troppo vacca. Se, ad esempio, il Padrone offriva Eva agli ospiti durante una cena, perchè se la scopassero, lei non si vergognava affatto di essere usata così. Anzi, godeva senza ritegno. Proprio come una vacca. Quando veniva riempita da uno o due cazzi, i suoi gemiti di piacere potevano crescere fino a sovrastare i discorsi degli ospiti. In queste occasioni, il Padrone rimproverava Eva davanti a tutti, per essere una donna così irrimediabilmente facile, così irrimediabilmente vacca. Per punirla, le ordinava di salire sul tavolo della cena, mettendosi a quattro zampe, con le cosce divaricate e il sedere ben in alto, visibile a tutti. E la frustava sulle natiche, fino a farle diventare viola. La lasciava così, con il viso rigato di lacrime ed il sedere segnato dalla frusta, esposto, visibile a tutti, fino alla fine della cena. Prima che gli ospiti andassero via, per  riappacificarsi con Eva il Padrone le si avvicinava e le offriva il cazzo da succhiare. Eva lo succhiava avidamente, gemendo, davanti a tutti. Nonostante tutto, Eva era felice di essere  la vacca preferita del suo Padrone ...

Più di tutto, Eva odiava la frusta. Ma a volte, il Padrone la puniva anche in altri modi. Ad esempio, durante le cene a volte le ordinava di mettersi in ginocchio nel bagno degli ospiti, accanto al water. Il compito di Eva era quello di nettare con la bocca la cappella degli uomini che avevano appena pisciato. Eva era brava in questo compito estremamente umiliante: succhiava quei cazzi con scrupolo, fino all'ultima goccia.  Alcuni, eccitati per la dedizione che Eva mostrava loro, si eccitavano e scopavano la sua bocca. All'odore acre dell'orina, nella bocca della povera Eva si mescolava il sapore dolciastro dello sperma di quegli uomini sconosciuti. Eppure Eva non sapeva trattenere un fremito di piacere quando quegli uomini riempivano di sperma la sua bocca. E, quando avevano finito, non sapeva trattenersi dal succhiare scrupolosamente i loro cazzi fino a ripulirli dell'ultima goccia di sperma. Forse il suo Padrone aveva ragione: Eva era una vacca nata. Ma era ben felice di esserlo ...






lunedì 30 gennaio 2012

Sesso estremo, tra eros e perversione

Fonte: Repubblica

 
Sesso estremo, tra eros e perversione Ora le donne diventano protagoniste

 

 

Il giudizio di Tonino Cantelmi, psicoterapeuta e professore universitario, autore di un testo sulle nuove tendenze dell'eros femminile: "Un tempo comportamenti di questo tipo erano sacrificati al soddisfacimento dei bisogni erotici maschili, oggi hanno trovato un loro diritto di cittadinanza". Ma lancia l'allarme: "Ogni 'addiction' promette un paradiso che poi si trasforma in un lager"



"Nel 2020, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, l'umanità sarà più depressa. Tanto che la depressione sarà la principale causa di invalidità nel mondo, e quindi più dipendente da "comportamenti" come il lavoro, l'uso della  tecnologia, il sesso, il gioco, la ricerca di relazioni affettive". Non ha dubbi Tonino Cantelmi, psicoterapeuta e professore universitario, tra i primi in Italia a occuparsi dell'impatto della tecnologia digitale nella mente umana e fondatore del Cedis di Roma, un ente per lo studio delle dipendenze tecnologiche e sessuali. Ha da poco pubblicato un nuovo libro "Donne che osano troppo. Pratiche sessuali estreme e nuove tendenze dell'eros femminile", scritto con Noemi Grappone.



Nel suo ultimo libro lei affronta un tema scottante: le perversioni femminili. Un mondo parallelo o in crescita?
"L'eros e la perversione al femminile hanno trovato un diritto di cittadinanza in passato negato, sacrificato al soddisfacimento dei bisogni erotici maschili. Oggi assistiamo a un emergere di quelli femminili e persino di perversioni al femminile. Il sesso estremo, per esempio, sembra conquistare nuove protagoniste, sempre più numerose".



Quali sono le conseguenze sulla vita delle persone?
"Le dipendenze comportamentali costano tempo e danaro, interferiscono con il lavoro e con le relazioni interpersonali, isolano e producono danni alla vita della persona e dei suoi familiari. Ogni dipendenza promette un paradiso artificiale che più o meno rapidamente si trasforma in un doloroso lager".


Fonte: Repubblica


"I nuovi addicted? Sono ragazzi che trovano un futuro solo in rete"

Tratto da: "Repubblica"



 

 

L’ospedale Marmottan di Parigi è conosciuto in tutta la Francia per la cura delle tossicodipendenze. Ora gli specialisti si trovano sempre più spesso a fare i conti con nuove "addiction". Nel giro di pochi anni sono aumentate del cento per cento. Parla il professor Marc Valleur.



"Si tratta di malattie relativamente giovani, che fino a qualche tempo fa non entravano nelle nostre statistiche. Ma ora i casi sono in crescita — spiega Marc Valleur, il medico che guida l’ospedale Marmottan —. Nell’ultimo anno abbiamo curato cento porno dipendenti, cento vittime dei giochi di ruolo online e trecento pazienti per gioco d’azzardo patologico. In questi casi le persone sono preda di un bisogno compulsivo che le rende schiave".

Perché i giovani sono tanto attratti dal mondo virtuale?
«Si sentono dire che per loro non c’è futuro, nei prossimi anni non avranno né soldi, né lavoro. Per questo il mondo virtuale è un rifugio, dove trovano quello che non intravedono altrove: il rispetto. Su internet riescono a costruirsi un futuro".


È aumentata anche la dipendenza da sesso. Perché?
"Prima la sessualità aveva un aspetto sacrale, oggi la pornografia è un prodotto come un altro. Basta pensare a persone dipendenti dal sesso come l’attore Michael Douglas. È diventato schiavo del sesso perché aveva un accesso troppo facile a questo tipo di rapporto. Molte donne volevano stare con lui".

Quando si può iniziare a parlare di "dipendenza" in senso stretto?
"Si diventa dipendenti quando si vorrebbe smettere di comportarsi in un determinato modo, ma non si riesce a farlo. I familiari e gli amici devono aiutarli a capire cosa non va nella direzione giusta. Poi bisogna convincere il paziente a parlare: non si deve vergognare di raccontare quello che gli sta succedendo".

Quali sono le cure?
"Sostanzialmente la psicoterapia. È importante il rapporto di “alleanza” che si crea con il terapeuta. A volte sono utili anche i gruppi e le riunioni per i familiari. Nel caso dei giovani servono incontri con i genitori. Nel caso del gioco d’azzardo è importante anche tutelare l’individuo dal fallimento. Solo in rari casi serve invece un ricovero lungo in ospedale. Va detto che, una volta che si scopre la nuova dipendenza, in genere la guarigione non è lontana. A differenza dei casi di addiction da alcol e da droga, qui i fallimenti sono pochi".



Fonte: Repubblica

(Solo Immagini): Ora ripuliscila per bene


Fuga nel Web? Non è una patologia, è un sintomo

Tratto da: "Repubblica"

 
"Non è una patologia, è un sintomo La difficoltà è nel mondo reale"



Parla Giuseppe Lavenia, docente di Psicologia dinamica all'Università di Urbino e psicoterapeuta del centro di studi e ricerca Nostos: "La rete svolge la funzione di fuga dalla realtà. Un posto dove costruire una quotidianità alternativa a quella esistente, vissuta come ostile" 


"Parlare di dipendenza da internet oramai non ha più senso", fa notare lo psicoterapeuta Giuseppe Lavenia. E lo dice grazie all'esperienza che si è costruito sul campo (in cinque anni ha visto oltre seicento pazienti) e da un osservatorio come il centro di studi e ricerca Nostos di Sinigallia dove ha  formato la sua conoscenza sulle nuove dipendenze.

 

Dottor Lavenia, dunque per lei non esiste più la dipendenza da internet ?

"Non più oggi. Mentre credo siano numerose le applicazioni che compongono il mondo della rete: pornografia, azzardo, giochi di ruolo, chat, e ognuna può creare una forma di dipendenza specifica. Quello che comunque è importante ricordare è che ogni forma di nuova dipendenza tecnologica non è altro che l'espressione di un sintomo di qualcos'altro, una difficoltà presente nel mondo reale"


Cosa può nascondere la Rete per chi ha una tendenza a essere dipendente ? 

"Può svolgere una funzione di fuga dalla quotidianità, di ricerca di un mondo personale artificioso contrapposto a quello reale vissuto come deludente e/o ostile".


Esiste una fascia più a rischio?

"Gli adolescenti sicuramente perché sono alle prese con la definizione della propria identità".


Le dipendenze più diffuse? 

"In primis la pornodipendenza (differente dalla cyber sex addiction), segue il gioco d'azzardo e giochi di ruolo".

Tratto da: "Repubblica"

 

Sex Addiction. Una nuova epidemia?



Fonte: Repubblica